[BES] Che cosa fare a scuola nei casi di iperattività?

Puoi seguirmi su Facebook

Introduzione

Per capire bene che cosa fare quando in classe è presente un bambino iperattivo vi racconto la storia di Carlo, tratta dal libro: “I BES – Come e cosa fare“, edito da Giunti Scuola.

Chi è Carlo?

Carlo è un bambino che frequenta la terza elementare con la seguente diagnosi: ADHD, iperattività e disattenzione. Carlo quando è a scuola, ovvero in un ambiente in cui dovrebbe svolgere attività per un tempo prolungato, manifesta segni di iperattività e di carenza di attenzione. Egli è spesso distratto, non riesce a concentrarsi sul compito da svolgere, interviene spesso in modo non pertinente durante le discussioni e a volte mostra un’agitazione motoria che lo porta ad alzarsi dalla sedia e a muoversi all’interno dell’aula costituendo in tal modo un elemento di disturbo per tutta la classe.

Cosa hanno fatto le insegnanti?

Le insegnanti durante la prima settimana hanno osservato il bambino e adottato alcune strategie mirate in modo da poter sollecitare l’attenzione dell’alunno e di mitigare l’iperattività. Lo scopo è ottenere l’attenzione per periodi brevi mediante lezioni ricche di immagini, coinvolgenti, che lasciano spazio alla manualità e alla motricità.

Oltre a dosare il tempo le insegnanti hanno anche organizzato in maniera adeguata gli spazi, Carlo infatti è seduto insieme ad un suo compagno, vicino alla cattedra, in una posizione un po’ più avanzata rispetto a quella degli altri compagni. Per fortuna la scuola è stata da poco ristrutturata e i doppi-vetri delle finestre isolano perfettamente i rumori che arrivano dalla strada e dal cortile.

I compagni: una risorsa fondamentale

I compagni di Carlo, hanno oramai imparato a conoscerlo, sanno che i suoi comportamenti nascono da qualcosa che “è più forte di lui” e che per il suo bene la cosa migliore da fare è quella di incoraggiarlo. Le insegnanti hanno anche notato che il bambino ha un’attenzione particolare nei confronti di Michelle, una sua amica, questa “attrazione” determina una forma di attenzione al compito, ovvero Carlo apprende attraverso lei.

L’iperattività’

Per quanto riguarda l’iperattività, la maestra (dopo essersi confrontata con gli specialisti) spesso asseconda l’agitazione motoria di Carlo creando momenti di gioco in cui riesce a far “scaricare” la grande energia del bambino. Dopo aver lavorato per un periodo prolungato, le insegnanti si accorgono che l’agitazione dell’alunno sale, a quel punto si richiede a tutti gli alunni di alzarsi in piedi, di stendere le braccia in alto, di aprire e chiudere le mani e di piegarsi in avanti tenendo le gambe e le braccia tese, dopodiché si eseguono delle canzoncine accompagnate da movimenti animati.

Una maestra in particolare ha raccontato agli alunni di Aristotele, il quale teneva le sue lezioni in piedi, passeggiando lungo un porticato, il Peripato. Per tale motivo ha disposto i banchi ad anello e svolge le interrogazioni di Carlo e di tutti gli altri alunni camminando lungo il perimetro dell’aula, senza che ciò costituisca una stranezza.

Il piano personalizzato

Le insegnanti per avere una strategia d’intervento comune hanno realizzato un PDP in cui si incentiva una didattica inclusiva, laboratoriale, che spesso avviene nel piccolo gruppo. Si promuove pertanto l’apprendimento cooperativo.

Vi consiglio l’adozione di questo PDP,  ma se la famiglia non vorrà adottarlo? Scoprite cosa potete fare.

Esempio di attività’

Per stimolare gli apprendimenti di tutti, è possibile avviare un percorso storico-geografico giocando in palestra: i cerchi dove saltare sono le “isole dell’Egeo”, la trave è un passaggio sullo stretto di Corinto. Gli alunni si dividono in squadre: Ateniesi, Tebani, Spartani e mettono in scena battaglie che sono avvenute fra questi popoli (Ciambrone, 2012)

Commentiamo



Puoi seguirmi su Instagram

Comments 2

    1. Francesco Valeriani

      Ciao Federica, gli anni sono quelli che ti senti 🙂 la mentalità è fondamentale 😉 mi sento appena maggiorenne al momento ???? Per quanto riguarda l’ottimismo, ho capito cosa intendi… So benissimo che spesso la realtà che incontriamo nelle scuole purtroppo non è quella che dovrebbe essere. Impegniamoci facendo il possibile e soprattutto facendo la differenza per i nostri bambini. Buona giornata! Francesco!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *