[EFFICACIA] I 15 comandamenti per risolvere le problematiche scolastiche

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Introduzione

Superare le difficoltà scolastiche non è sempre semplice, alcune volte richiede uno sforzo personale che non siamo disposti a compiere. Questo succede perché non sappiamo bene in che direzione andare, non riusciamo a capire dove e come intervenire, troppe volte diamo la colpa ad altri: alunni, dirigenti, colleghi, genitori… e noi? Noi siamo responsabili dell’educazione e dell’apprendimento dei nostri alunni, è questo il lavoro che abbiamo scelto di fare. Iniziamo a correggere noi stessi. Io insieme a voi, sono il primo a compiere questo cammino.

Cosa possiamo fare per superare le difficoltà che incontriamo?

Questo articolo ha lo scopo di indicarci 15 espedienti che senza dubbio, se applicati, potranno esserci di grande aiuto. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa iniziativa nata sulla mia pagina Facebook.

1) Siamo positivi?

Voglio iniziare l’articolo riportando il commento di Loredana Lo Monaco: “Quest’anno è stato davvero molto pesante dal punto di vista personale, ho comunque fatto in modo di trasmettere ai miei bambini positività, gioia ed entusiasmo in tutto ciò che abbiamo fatto. Loro mi hanno sempre dato la giusta motivazione per andare avanti nonostante tutto e siamo arrivati alla fine con grande soddisfazione“.

Dalle parole di Loredana possiamo capire come a fare la differenza sia stato l’atteggiamento con il quale sono state affrontate le problematiche scolastiche. L’insegnante non si è arresa, non ha mollato! Perché non l’ha fatto? Perché tiene ai suoi alunni. Noi teniamo ai nostri alunni? Allora possiamo fare come lei, affrontiamo le difficoltà con speranza, con positività e l’entusiasmo di chi vuole trovare soluzioni.

  • Assumiamo un atteggiamento positivo.

2) Siamo umili?

Il secondo commento che riporto è di Meri Ciaccia: “Prima ancor di essere insegnanti, dobbiamo essere educatori. Crescere ed imparare con i nostri studenti, arricchirci entrambi“.

Di queste parole voglio sottolineare l’essere educatore, ovvero il saper tirare fuori il meglio dai nostri alunni. Come possiamo farlo? Bisogna imparare! Se pensiamo di sapere già tutto siamo messi male, occorre crescere insieme ai nostri alunni, imparare da loro; se ascoltassimo con attenzione cosa hanno da dire a volte troveremmo le risposte che ci servono per essere più efficaci. Per fare questo serve umiltà.

  • Assumiamo un atteggiamento umile, noi non siamo i depositari della conoscenza, abbiamo tanto da imparare.

3) Ci divertiamo?

Il terzo commento che riporto è di Eleonora Masteogiacomo: “Prima di essere la loro maestra sono stata anch’io un’alunna. Ho cercato di rendere le lezioni divertenti e interessanti, pensando a cosa sarebbe piaciuto fare a me alla loro età. Abbiamo iniziato un progetto di giardinaggio e fatto lezione all’aperto: i bambini sono stati entusiasti. Prima che finisse la scuola ho dato loro un compito: visitare un luogo che abbiamo studiato, vedere con i propri occhi paesaggi e monumenti ritratti in foto sul libro di geografia. È stato grandioso, ancora oggi mi mandano foto dei posti che hanno visitato. La mia prima esperienza di insegnamento è stata fantastica❤“.

Da queste parole deduco che Eleonora consideri molto importante il suscitare interesse nei suoi alunni, per riuscire nell’intento l’insegnante rende le sue lezioni accattivanti, non scontate, svolgendole anche all’aperto.

  • Rendiamo le lezioni accattivanti e divertenti (immaginiamo di dover ascoltare qualcuno che parla per cinque ore, non riusciremmo a farlo neanche noi. Bisogna considerare il fatto che nel farlo molto probabilmente useremmo spesso la modalità uditiva per comunicare, discriminando tutte le altre. I bambini visualizzatori o cinestesici avrebbero più difficoltà a seguire una lezione di questo tipo).

4) Dialoghiamo?

Il quarto commento che prendo in considerazione è quello della mia amica nonché collega Valentina Dolci: “Noi parlando abbiamo fatto emergere le difficoltà che incontravano gli alunni, ho cercato di trasmettere in loro la fiducia nelle proprie abilità…“.

Direi che Valentina affronta le difficoltà andando al cuore della questione, un errore che spesso commettiamo è proprio quello di sminuire ile problematiche o peggio ancora di non volerle neanche vedere, l’atteggiamento di Valentina va nella direzione opposta, il dialogo viene visto come una forma privilegiata per la risoluzione dei conflitti.

  • Affrontiamo le difficoltà (da leader) quando si presentano.

5) Abbiamo fiducia?

Quinto commento di Antonella Iannone: “Sono un’insegnante di sostegno… quest’anno mi hanno affidato un bambino particolarmente problematico, oppositivo e aggressivo, io non mi sono mai persa d’animo e ho creduto in lui fin dall’ inizio… grazie alla mia pazienza… alla mia forza e soprattutto alla fiducia che col tempo è nata tra di noi, siamo riusciti insieme a costruire qualcosa di molto importante, non solo dal punto di vista didattico. E’ proprio vero che nessun bambino è perduto se ha un insegnante che crede in lui…“.

Ad Antonella sento di fare i miei complimenti per aver avuto un atteggiamento positivo. Ha creduto nel bambino ed in lei, soprattutto ha creduto nella forza del rapporto, è stata questa là chiave che ha permesso di perseguire obiettivi, non solo didattici.

6) Siamo empatici?

Il sesto commento è quello di Carmen Costantino: “Vedere gli aspetti positivi sempre, in ogni situazione. Guardare il mondo con i loro occhi, gli occhi dei miei ragazzi, imparare da loro e meravigliarsi ogni volta, ringraziare la vita o il buon Dio,  per chi è credente, di ciò che si è è di ciò che si ha, ringraziare per gli incontri vissuti, le gioie e i dolori e andare avanti sempre!!!“.

Due aspetti mi colpiscono molto, il primo è quello che possiamo ricollegare all’empatia, ovvero il saper mettersi nei panni degli altri, e l’altro elemento è quello della fede in Dio, entrambi sono aspetti centrali perché permettono di uscire da noi stessi, il centro dell’apprendimento non siamo noi, ma i bambini, sono loro che apprendono e che attivano i ragionamenti, noi possiamo essere bravi nel fornire i giusti stimoli.

  • Mettiamoci nei panni degli alunni.

7) Abbiamo fede? (per credenti)

Riporto ora il simpatico commento di Loredana Monte: “Noi una camminata di 9 km verso il santuario della Madonna delle Grazie per ringraziare 👍😄“.

  • Per i credenti: Ringraziamo per la situazione attuale, anche quando è difficile. Non perdiamo la speranza e impegniamoci, anche nella preghiera.

8) Curiamo l’autostima?

L’ottavo commento, di Roberta Flauti è il seguente: “Credere nei miei alunni e nelle loro capacità anche se sono state tante le difficoltà, sono contenta di aver stimolato nei piú deboli una maggiore autostima e il desiderio di farcela”.

Nei più deboli spesso ci sono problematiche legate all’autostima, pertanto mi sento di ringraziarti per quanto svolto nei confronti di questi alunni. Noi tutti dovremmo avere una particolare cura nei confronti dei più deboli, essi hanno più bisogno di noi rispetto agli altri alunni, spesso invece vengono considerati degli elementi di disturbo e di rallentamento per la classe, oggi noi insegnanti abbiamo la fortuna di poter costruire percorsi adeguati a questi alunni, prendiamoci del tempo per personalizzare l’apprendimento durante le ore di programmazione o a casa. Non possiamo sperare che in classe tutto funzioni a meraviglia senza attuare un piano specifico per coloro che hanno bisogni particolari.

9) Lavoriamo in team?

Il nono commento è di Antonella Corda, è una mamma: “Mesi di fatiche ma grazie a te ho potuto esprimermi con un’insegnante nel modo giusto. Mia figlia studia lingue e le insegnanti sono antiquate, grazie“.

Da questo commento posso capire due cose, la prima è che io stesso sono diventato un modo per superare problematiche, ma ovviamente ognuno di noi puo’ esserlo, pertanto confrontiamoci! Parliamo dei nostri problemi con le colleghe che riteniamo valide, sono certo che all’interno di ogni Istituto ce ne siano parecchie. La seconda considerazione è che a volte noi insegnanti ci proponiamo con modalità antiquate, ovvero con la solita lezione frontale, che senza dubbio può dare ottimi risultati, ma che di certo non è piacevole da seguire per molti dei nostri alunni. Aggiorniamoci per loro, una volta ogni tanto, iniziamo a sorprenderli con nuove modalità di fare scuola: possiamo dare una sbirciata al sito del MIUR dove sono elencate le avanguardie educative.

Riporto in questo spazio anche il commento di Ettore Melchionna: “Credere nella squadra, nel team. L’IO va lasciato a casa. A scuola esiste il NOI. E poi tanta pazienza e dedizione totale. Insomma amore per questo mestiere“.

  • Confrontiamoci con i colleghi soprattutto con quelli che riteniamo validi e preparati, facciamo squadra!

10) Amiamo?

Il decimo commento, di Stefania Ciocca, è molto breve e al tempo stesso molto importante: “Ascoltandoli con il cuore…“.

Ascoltare un alunno con il cuore è un’esperienza meravigliosa tutta da vivere, essa crea una sintonia unica fra docente e alunno, il quale si sente capito. Un tale rapporto, può permettere di superare molte problematiche che nessuna metodologia didattica riesce a risolvere.

  • Amiamo, ascoltiamo con il cuore.

11) Ci comportiamo da leader?

L’undicesima commento è di Lucia Vaccaro: “Ho instaurato le relazioni individuali con me, poi tra pari, rispetto, educazione, disciplina sono le basi per impiantare un buon inizio di percorso. Ho lavorato sulle emozioni che regolano un po’ il vissuto di tutti e permettono di capire in maniera empatica gli altri e di conoscere meglio se stessi. E poi tanta buona didattica: stagioni, feste, racconti, poesie, filastrocche in rima, lavoretti, manipolazione e per concludere drammatizzazione, canti balli e giochi liberi e di gruppo“.

A Lucia Vaccaro sento di fare molti complimenti perché ciò che ha scritto può essere racchiuso in tre straordinarie parole: disciplina, amorevolezza e competenza. Gli alunni hanno bisogno di alcune regole chiare, amano i patti con gli insegnanti e sanno rispettare le regole, chiaro che se diciamo di non urlare, poi non possiamo farlo noi durante la lezione, altrimenti perderemmo credibilità davanti a loro e a quel punto, non ci darebbero più retta, la coerenza educativa è fondamentale.

  • Stabiliamo poche regole condivise e testimoniamole noi stessi in classe.

Il dodicesimo commento è di Anna D’Elia: “Guardare i nostri alunni negli occhi. Essere consapevoli pienamente del nostro ruolo, quello di essere responsabili della loro formazione che è per la vita!“.

12) Ci assumiamo le nostre responsabilità?

Beh cosa aggiungere, Anna grazie! La responsabilità è alla base del nostro lavoro, troppe volte non capiamo che le cose non funzionano in classe proprio per causa nostra, siamo noi i principali responsabili dell’apprendimento e dell’educazione degli alunni. Se non pensiamo questo stiamo già su una strada che non ci porterà lontani, naufragheremo nell’affollata isola delle scuse.

  • Sentiamoci i primi responsabili degli apprendimenti degli alunni e diamo del nostro meglio per cambiare ciò che non va.

13) Sorridiamo?

Il commento numero tredici è di Paola Di Stefano: “Cosa ho fatto? Ci ho messo il cuore…sempre!!!! Ho messo da parte, quando era necessario, l’italiano o un’altra disciplina perchè la serenità dei miei piccoli in classe è l’obiettivo più importante! Altra cosa che ho fatto? Ho sorriso, sempre, ogni giorno!“.

Che bello, una maestra sempre con il sorriso, nonostante le difficoltà che la sua classe avrà presentato durante il corso dell’anno, grazie. Il sorriso è gratuito e fa molto piacere a chi lo riceve, doniamolo.

  • Impariamo a sorridere.

14) Siamo coraggiosi?

Il quattordicesimo commento è di Elisa Albano: “Pazienza, coraggio, amorevolezza, allegria, serenità, fiducia. Ma il momento più bello che mi faceva dimenticare le difficoltà incontrate è quando arrivavo in aula e tutti i miei alunni correvano ad accogliermi con il sorriso, abbracci e la loro ingenuità!!!! Impagabile!“.

So cosa intenti con l’abbraccio di venti bambini e so benissimo quali sensazioni riesce a dare quel momento se viene gustato. Di questo commento voglio sottolineare il coraggio. Un educatore non può essere timoroso, è chiamato ad essere coraggioso, educare implica il coraggio, affrontare molte delle situazioni scolastiche richiede coraggio.

  • Abituiamoci ad essere coraggiosi.

15) Viviamo con equilibrio? Siamo resilienti?

In conclusione, dopo aver letto tutti i vostri commenti, mi sento di aggiungere solo un ultimo punto, il quindicesimo. Mi rendo conto che la competenza, la professionalità, la positività, il sorriso, l’amorevolezza, l’empatia e tutto ciò che abbiamo scritto fin’ora siano elementi importanti ed alcuni di essi li definirei fondamentali per la buona riuscita del nostro operato a scuola, però a volte tutto ciò non basta. A volte nonostante il nostro sforzo e nonostante l’applicazione dei precedenti punti, non riusciamo a dare il nostro meglio e di conseguenza la problematica scolastica non si risolve. Perché? Perché abbiamo situazioni extra-scolastiche che non riusciamo a gestire al meglio. Alcune di queste ci tolgono energia che dovremmo destinare ai nostri alunni. Occorre pertanto imparare a lasciare fuori dalla scuola i problemi personali. A volte, se ci pensiamo bene, questi problemi extra scolastici siamo noi stessi a causarli, in tal caso, rendiamocene conto e facciamo subito qualcosa per risolvere questa situazione, sappiamo benissimo cosa ci fa stare bene e cosa no. Se stiamo vivendo una situazione che non ci fa stare bene, prendiamo la vita nelle nostre mani e risolviamola subito, per il bene nostro, delle persone coinvolte e degli alunni. Se invece il problema extra-scolastico non dipende in alcun modo da noi, non perdiamo la speranza, in questo momento siamo giustificati e se non riusciamo a dare il massimo a scuola non fa niente, l’importante è fare il nostro lavoro, in futuro riusciremo a farlo al meglio. Possiamo comunque applicare i punti di questo articolo, che senza dubbio aiuteranno.

  • Affrontiamo e risolviamo le situazioni extra-scolastiche oppure accettiamole se non possiamo risolverle.

Miglioriamo i nostri punti di forza e correggiamo i nostri errori principali.

Buona vita a tutti voi!

Grazie ai docenti che hanno collaborato alla stesura dell’articolo e grazie a tutti gli altri che seguono la mia pagina Facebook con partecipazione.

Un abbraccio, Francesco.

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